martedì 13 agosto 2019

#micronarrazioni #respirodelmondo




#micronarrazioni #respirodelmondo
È quando tutti vanno a letto e le ombre delle cose si allungano fino a perdersi nel nero che il respiro del mondo trova agio e esce allo scoperto. Andrea, l'amico di Firenze che vedevo solo d'estate, l'aveva scritto come didascalia in un suo fumetto degli inizi. Ma questa frase a nessuno piaceva. Troppo poetica, poco concreta. Chi mai va a pensare una frase del genere, gli rimproverò Giovanni che di fumetti ne leggeva a bizzeffe. Eppure io questa frase la mastico ogni volta che le ombre si allungano e il mondo mi pare un po' magico. Me la rigiro in bocca sfogliando i palazzi di fronte, le panchine nel parco, la macchine parcheggiate, un treno in fuga e pure mentre attacco le mie parole ai lampioni e le faccio penzolare. In ogni caso Giovanni non ci capiva poi molto di fumetti e di respiro del mondo perché Andrea ora di mestiere fa il fumettista in Francia e in una lettera di due anni fa mi ha detto che è felice.


(mio inedito)

lunedì 12 agosto 2019

#micronarrazioni #memoriadeiluoghi



#micronarrazioni #memoriadeiluoghi
Nei luoghi dei ritorni tutto cambia e, di anno in anno, qualcosa si perde e fa a pugni con la memoria che abbiamo di quel luogo. Poi, però, c'è qualcosa che si ritrova esattamente così come l'avevamo lasciato. Un uomo, ora, seduto, così com'era un anno fa: sul gradino di casa sua, davanti al tavolino da lavoro. Fa posate decorative in legno come suo padre. Camicia, gilet di pelle su pantaloni dello stesso colore, adidas blu.
È impolverato di segatura: ne ha a mucchi sotto al tavolo.
Ha una ruga profonda al posto delle labbra.
- Ciao! Lo vuoi un po’ di formaggio per la pasta?- e sorride.
- No, voglio un cucchiaio.
Il cucchiaio è lui e portarselo a casa sarebbe come portarsi a casa tutto quel luogo.
(mio inedito)

venerdì 9 agosto 2019

#micronarrazioni #acquaspegneilfuoco




#micronarrazioni #acquaspegneilfuoco
Stanotte ho sognato che  pioveva proprio mentre dormivo e sognavo che pioveva. Sarà stato perché prima di dormire ho sentito scorrere l'acqua della doccia del vicino: il suo bagno confina proprio con la mia camera da letto. Mi piace dormire sotto la pioggia. Mi sono svegliata invece perché dei colpi provenivano da fuori e un ragazzo diceva a qualcuno di stare attento, di non avvicinarsi troppo. Ho aperto gli occhi e ho visto un bagliore che rischiarava, dalla finestra, la notte.
Una macchina sta bruciando proprio sotto al mio terrazzo. La gente guarda dalle finestre, qualcuno è in strada. Mi ricorda la festa estiva delle cantine e dei falò. Attendiamo in silenzio i pompieri, anche per non svegliare chi dorme, e qualcuno dice che il responsabile del rogo è un fidanzato geloso, che conoscono già. Un altro risponde che a volte capita.
(inedito mio)

giovedì 8 agosto 2019

#micronarrazioni #ilsolito



# micronarrazioni #ilsolito
Il barista del bar a due passi da casa si volta di scatto e saluta la donna appena entrata, che - a dire il vero - ha fatto girare di scatto tutti i presenti. Non smette di lucidare i bicchieri da amaro, la osserva. Le décolleté di pelle nera lasciano fuoriuscire i piedi gonfi strizzati come a voler esplodere da un momento all'altro, quelle caviglie che sottili non lo sono forse mai state e adesso, imbrigliate nella calze a rete nere, lasciano intuire una carnalità che i suoi movimenti flessuosi sanno proprio tradurre.
Lei ordina "il solito, Giovanni" e attende al tavolo, non fa nient'altro che attendere, guardarsi intorno e fingere di leggere un quotidiano lasciato aperto da qualcuno. Attendere e sostare su quei fianchi morbidi.
Il barista, mentre fa roteare la tazzina sul piattino, risale con lo sguardo quelle calze e, all'altezza della coscia, trova una smagliatura verticale che allarga la rete e lascia fuoriuscire con prepotenza quella carne.
"Ecco a lei, signora!",  il barista porgendole il caffè. Lei si volta e, appoggiando appena la mano al bordo del tavolino, solleva il piede all'indietro, piegando il ginocchio.
Beve, paga, saluta ed esce.
Tornerà, dice uno, domani alla stessa ora.
(mio inedito)

martedì 6 agosto 2019

#micronarrazioni #inconsueti





#micronarrazioni #inconsueti

Di solito passo nel parco tardi, prima di rientrare a casa.
Nel parco si incontra sempre gente inconsueta. Persone che fanno pensare che stanno arrivando da chissà dove. No, non come uno che arriva dal mare e scappa da chissà cosa (perché non lo sappiamo davvero, noi, da cosa si scappa quando l'ignoto oscuro è persino intravisto come luce fuori dal tunnel), ma come uno che è lì da sempre, eppure negli occhi ha il senso di una vita a lato. Non è un parco dove la gente fa footing o porta a spasso il cane. È un parco dove la gente sta seduta ma è quando ci parli che capisci che lì non è mai stata.
Mi piacciono i luoghi così: dove vite diverse si sfiorano.
Mi incuriosisce chi pare arrivato nella vita per caso e da un momento all'altro potrebbe prendere e andarsene, portandosi dietro pure un pezzo di te.

(mio inedito)

domenica 4 agosto 2019

#micronarrazioni #fantasmi




#micronarrazioni #fantasmi
- E se i fantasmi esistessero?
- Ah, tu credi esistano?
- Ci sto ragionando.
Due ragazze sulla panchina verde del parco di Villa Gomez così parlano e s'avventurano in una discussione un po' laconica.
- L'ho chiesto anche a Jacopo.
- Figurati! Ti avrà guardata come se fossi matta.
- No, ha solo aggrottato la fronte.
Una scorre le foto sul telefono e ragiona di fantasmi, l'altra si arrotola i ricci perfetti intorno al dito.
-  Ma perché pensi ai fantasmi?
- Non so, a volte mi capita.
- Li vedi?
- No, li sento. A volte.
La ragazza la guarda a lungo con uno sguardo tondo.
- Io però vorrei capire come ti parlano.
- Non ho detto che mi parlano. Mica sono matta?
- Hai detto che li senti!
- Come definiresti quando a volte un abbraccio ti si gonfia all'improvviso nelle braccia e senti un corpo che si materializza, dentro il tuo abbraccio, e lì rimane per un giorno intero? E tu vai in giro sentendo un corpo che abbracci e che ti scalda.
La ragazza coi ricci rotea lo sguardo a cercare anche nella sua vita i fantasmi.
- Mi è capitato anche l'altro ieri, dopo che sono andata via da casa di Ansimo. Ho sentito il suo corpo anche oggi.
(mio inedito)

sabato 3 agosto 2019

#micronarrazioni #intimità





#micronarrazioni #intimità
Il lago, si sa, rilassa.
È per un piacere del tutto privato che la mattina c'è chi va in spiaggia alle prime luci. È per rimanere supini e lasciare che il corpo si abbandoni prima all’umidità della notte e poi al caldo che a mano a mano cresce.
Mi sono sempre chiesta a che ora arrivi la coppia che tutti i giorni trovo da sola già in spiaggia e che va via alle undici in punto.
Lei ha una pelle nocciola e capelli corti neri e un due pezzi succinto che può ancora permettersi. Lui, più abbronzato e in carne, rende il ricordo di addominali scolpiti.
Mantengono la posizione per ore. Lei con gli auricolari nelle orecchie, lui forse dorme.
Neanche una parola per ore, nemmeno una nuotata.
All'ora stabilita suona la sveglia del cellulare e, per chiamarlo, usa solo una carezza sulla gamba, leggera. Lui si ridesta, si gira su un fianco e le dà un bacio, leggero.
L'amore è anche questo: uno spazio senza parole e con gesti di silenziosa e intima quotidianità.


(mio inedito)