venerdì 10 aprile 2015

Apri quella porta



Apri quella porta
apri pure quella porta chiusa

togli pure quella cordicella
da quel grosso pacco di pane

apri la terra apri la luce l'occhio
prova a vedere dove è il nero

sollevare la mano
spiegare il pugno
spezzare un dito

prova il tuo sangue chiama la bocca
prova a sciogliere la matassa a dire
come è il tuo gusto, il tuo giusto sapore

chiudi in altre parole quella porta
chiudi pure in fine una volta per tutte
quella porta aperta -

(Gerritt Kouwenaar)

giovedì 9 aprile 2015

Tre meno un quarto: l'ideale



Tre meno un quarto: l'ideale

Tre meno un quarto: occorre essere
ancora più sottile, persino ciò
che accarezza il naso in qualche luogo puzza
in parole

bussare per pane è chiaro, masticare
la morte è chiaro, la nebbia
che rinvia e ritira il respiro
è chiara

l'acqua lenta che ruggisce
attraverso la crepa nella strada d'asfalto
è mortale nonsenso è mondo lontano
stranamente chiara

il viaggiatore è sulla strada, la lontananza
non è in nessun luogo è dappertutto pensabile, egli fa
qualche passo, nessuna parola, non riesce
a passarci, egli
la calma -

(Gerritt Kouwenaar)

mercoledì 8 aprile 2015

Asfalto


Proprio in questo momento la barca per Haarlem
ha attraversato la strada. Lungo il marciapiede
rimorchiava i cavalli smagriti con il servo
nel mezzo della strada il nonno di mio

nonno fendeva l’acqua. Non lasciatemi
indietro, qui, ho strillato dalla finestra
dalla quale li ho visti andare, non posso proprio
restarmene qui da sola, ma sono
sfilati via e hanno preso la svolta
a sinistra verso il parco. L’asfalto si avvicinava,
dalle profondità che con chiarezza
ho visto scorrere, riflettere e
e agitarsi, nessun pesce che guizzava. Speriamo,
pensavo, che con marea liquida e immobile
giungano dove stasera sono destinati.

Tutto resta come è sempre stato.
Siete arrivati, era tardi, parcheggiando
senza cura come al solito, avete preso la borsa
dalla macchina e lì in piedi
sull’asfalto denso avete guardato in su, dritti verso me.



(Eva Gerlach, da Daar ligt het De Arbeiderspers, Amsterdam, 2003)


martedì 7 aprile 2015

Il rischio





Il rischio anche questa volta è vivere.
E lì in aria
in mezzo ai gesti per la sicurezza
due occhi a farmi ancora rapace.

E penso
che tu parli sempre piano
mentre accarezzi il volo
e il mio esserci di nuovo.

Iniziano con te i silenzi
d’apertura e il sentire
nella testa il vero, il verbo
e l’unità.

Smettila d’andare piano;
smettila d'essere così
lontano.

(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 5 Aprile 2015)


sabato 21 marzo 2015

Antico inverno



Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.

Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole.
Un po' di sole, una raggera d'angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d'aria al mattino.

(Versi alla mano, Salvatore Quasimodo, a cura di Alfonso Maria Pluchinotta, Crocetti Editore 2004)

sabato 14 marzo 2015

Come il silenzio trapassa


Come il silenzio trapassa
in un ronzio sotto la fronte,
così l'appartamento alla chetichella
è diventato proprietà
di mediocri oggetti da regalo.
Nel loro museo immaginario
nessuno gli ha assegnato un posto:
ci sono sempre stati;
qui si ergevano, foderati
di una paziente asfissia,
lasciati dal riflusso
di una festosa onda svanita.
E alla parete una foglia autunnale
turbina sul normografo.
L'aria pesante è zuccherina,
ma in essa non c'è delizia. 

traduzione di Paolo Galvagni

(Michail Ajzenberg, da La nuova poesia russa, a cura di Paolo Galvagni, Crocetti Editore 2003)