sabato 17 dicembre 2016

"Contare le parole" al Café Blondel di Lecco

Grazie a tutti quelli che ieri sera, sfidando il gelo e la nebbia lecchese, sono venuti al Café Blondel a Contare le parole con me.
Grazie, è stato bello scambiarsi le voci.
Alla prossima!

ml












giovedì 8 dicembre 2016

"Contare le parole" al Café Blondel di Lecco

Cari amici,
come sempre, numerosi e appassionati, vi aspetto
alle ore 21.00 di venerdì 16 dicembre 2016 
al Café Blondel di Lecco  per chiacchierare un po' di 
parole, nessi e vie di fuga...
ml



martedì 6 dicembre 2016

Estinzione dell'uomo bambino



da I. Terra straniera

I

C’è qualcosa nel tempo
che resiste al tempo.

Ma chi resiste a te
fuori dal tempo?


da II. Vivere a orecchio

*

Vivere a orecchio,
dicono alcuni. Con te
è il senso teso al sottobosco.
Mio lupo, io ti starei in pancia
sparando a quanti per ferita
o strappo della tua santa carne
volessero mai un giorno me
da te diviso. Da un amore così
non se ne esce vivi, le fiabe
sono tutte false.


*

La stanza tutta zuppa di luce,
la sua giovane ansia di godere.
Com’è bello non sapere l’amore.
Il corpo adolescente che riluce
bagnato da un dolcissimo sudore.


*

Avremo un figlio e sarà nostro
anche se avrà il tuo solo nome, i tuoi ginocchi
e di me forse una vaga tristezza
e malinconia di mostro
dentro gli occhi.


da IV. Estinzione dell’uomo bambino

*

È già preistoria il futuro
dei padri, le ossa me le sento
dentro al cuore, lo tengono vivo
lo sostengono verticale
gli danno forma e la forma
è la tua. L’estinzione avanza
a passi da gigante, archeologia
del futuro che svapora. Tu resisti.

(Giorgio Ghiotti, Estinzione dell'uomo bambino, Perrone editore, 2015)



domenica 4 dicembre 2016

Sì e no


Io so le parole più corte del mondo:
una dice sì,
l'altra dice no.

Devi saperle bene adoperare
perché da sole possono contare
più di un milione
di parolone

Ma non c'è orologio per segnare
l'ora di dir di sì
e l'ora di dir di no.

Io come faccio? Ascolto il cuore,
è lui il mio suggeritore:
ascolto, capisco,
e senza alcun timore gli ubbidisco.

(Gianni Rodari, da Filastrocche lunghe e corte - Editori Riuniti)


 

lunedì 28 novembre 2016

Un avamposto di pietra



Un avamposto di pietra
m’era cresciuto nel petto come
dolore di un altro che s’infila
e forma uncino e piccagli.
Io non so cosa sia questa
di colpo nostalgia
questo pezzo mancante
che mi reclama a sé
da un umano piangere per niente
e non avere dove
posare il capo.

(Mariangela Gualtieri, da Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006)

venerdì 25 novembre 2016

Ti meriti un amore


Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

(Frida Kahlo)

Ritratto di donna



Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un’ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serve questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l’amor di Dio.

Wisława Szymborska, Trad. di Pietro Marchesani, da “Grande numero”, Libri Scheiwiller, 2006)


***

Portret kobiecy

Musi być do wyboru.
Zmieniać się, żeby tylko nic się nie zmieniło.
To łatwe, niemożliwe, trudne, warte próby.
Oczy ma, jeśli trzeba, raz modre, raz szare,
czarne, wesołe, bez powodu pełne łez.
Śpi z nim jak pierwsza z brzegu, jedyna na świecie.
Urodzi mu czworo dzieci, żadnych dzieci, jedno.
Naiwna, ale najlepiej doradzi.
Słaba, ale udźwignie.
Nie ma głowy na karku, to będzie ją miała.
Czyta Jaspersa i pisma kobiece.
Nie wie po co ta śrubka i zbuduje most.
Młoda, jak zwykle młoda, ciągle jeszcze młoda.
Trzyma w rękach wróbelka ze złamanym skrzydłem,
własne pieniądze na podróż daleką i długą,
tasak do mięsa, kompres i kieliszek czystej.
Dokąd tak biegnie, czy nie jest zmęczona.
Ależ nie, tylko trochę, bardzo, nic nie szkodzi.
Albo go kocha, albo się uparła.
Na dobre, na niedobre i na litość boską.

(Wisława Szymborska da “Wielka liczba”, Czytelnik, 1976)