[...] E ti appropri di/un mondo che/nello scrutare sorpreso l'ombra/ha la sua strofa.// (da Paesaggi di tempo, pag. 24)
lunedì 30 settembre 2019
venerdì 6 settembre 2019
#micronarrazioni #vittimepredestinate
#micronarrazioni #vittimepredestinate
Ogni volta che vado a buttare la spazzatura percorro un sentiero erboso che passa proprio in mezzo al condominio, costellato di lampioncini che emettono una luce soffusa. Io di solito ci vado molto tardi e le ombre sono lunghissime e a volte si animano di movimenti che rimandano sempre a figure non statiche. Il caposcala ha la mania del risparmio e, autorizzato dal condominio, svita periodicamente qualche lampadina che ci fa risparmiare una manciata di euro ma produce anche più oscurità. Dopo il vialetto si percorre un porticato e poi un ascensore porta al piano interrato illuminato, quello sì, dove ci sono i cassonetti. È tutto molto tranquillo, ma il mio pensiero va sempre, come stasera, a ipotetiche mosse di autodifesa in caso di aggressione e violenza. Le ripeto tutte le volte. La mia preferita è uscire dall'ascensore con un attacco alla Bruce Lee. L'orecchio è sempre all'erta, lo sguardo vigile. Dopo l'apertura delle porte dell'ascensore ho avvertito stasera un rumore e ho atteso un attimo prima di uscire e, al primo scalpiccio di scarpe che proveniva dall'esterno, ho lasciato a terra la busta dell'umido e istintivamente sono sbucata con mani tese per un attacco marziale. Di fronte, la vicina del primo piano ha fatto lo stesso. Ci siamo ritrovate per un attimo come avversarie in un combattimento, immobili. Poi ci siamo riavute dallo spavento e abbiamo riso, complici.
Un uomo non si troverà così frequentemente stretto in un sorriso purtroppo spaventato e complice, con pensieri di autodifesa persistenti in testa.
Un uomo non si troverà così frequentemente stretto in un sorriso purtroppo spaventato e complice, con pensieri di autodifesa persistenti in testa.
(mio inedito)
giovedì 5 settembre 2019
#micronarrazioni #l'etàavanza
#micronarrazioni #l'etàavanza
Bisogna essere onesti e capire quando lasciare andare. E la troppa distanza degli anni è un buon motivo per non approfittare della vita che ti viene a cercare. Seppur prorompente.
Se potessi essere quello che sento!
Ma voglio essere migliore di quello che desidero.
Se potessi essere quello che sento!
Ma voglio essere migliore di quello che desidero.
La pagina di diario che Giulia, la ragazza bruna del terzo piano, legge all'amica è uno strappo nel tempo e si confonde tra le lenzuola a due piazze che stanno ad asciugare.
- Ha voluto chiudere?
- Non ha voluto neanche iniziare.
- Per onestà.
- Per paura. - dice. E mentre lo dice ha la nettezza e la forza che solo i giovani hanno.
Io quella storia, dai suoi racconti, avrei voluto seguirla; ma le parole non sono mai state stese al sole.
(mio inedito)
- Ha voluto chiudere?
- Non ha voluto neanche iniziare.
- Per onestà.
- Per paura. - dice. E mentre lo dice ha la nettezza e la forza che solo i giovani hanno.
Io quella storia, dai suoi racconti, avrei voluto seguirla; ma le parole non sono mai state stese al sole.
sabato 31 agosto 2019
#micronarrazioni #arrampicarsinelbuio
#micronarrazioni #arrampicarsinelbuio
Arrampicarsi nel buio con una fiammella è possibile. L'ho scoperto andando a caccia di desideri con Mitzi. Mitzi, al secolo Michele Zito, nostro vicino di casa ai tempi delle elementari. Dopo cena, d'estate, ci lasciavano giocare ancora per un po' prima di mandarci a letto. E lui una sera si presentò con un piccolo arco costruito dal fratello maggiore, con annessa une decina di piccole frecce. Ce ne andavamo nel nostro quartier generale, uno scheletro di palazzo mai finito, e lì una sera le abbiamo provate.
- Ora ti faccio vedere come illuminiamo la notte. Ogni fiammella è un desiderio che tu puoi esprimere, capito?
Prese un accendino, una striscia di stoffa imbevuta di alcol e l'avvolse intorno alla punta della freccia e la sparò nel cielo. La fiammella descrisse una parabola luminosa che a me sembrò altissima.
- Ecco. Sta scalando il buio!
Fu qualcosa di eccezionale.
Il bimbo davanti a me cerca di far funzionare l'aggeggio luminoso vendutogli dell'ambulante bengalese e ha la stessa meraviglia negli occhi che avevamo noi. Lo seguo fino al punto massimo di altezza. Scala la notte. Non scenderà mai più.
(mio inedito)
Arrampicarsi nel buio con una fiammella è possibile. L'ho scoperto andando a caccia di desideri con Mitzi. Mitzi, al secolo Michele Zito, nostro vicino di casa ai tempi delle elementari. Dopo cena, d'estate, ci lasciavano giocare ancora per un po' prima di mandarci a letto. E lui una sera si presentò con un piccolo arco costruito dal fratello maggiore, con annessa une decina di piccole frecce. Ce ne andavamo nel nostro quartier generale, uno scheletro di palazzo mai finito, e lì una sera le abbiamo provate.
- Ora ti faccio vedere come illuminiamo la notte. Ogni fiammella è un desiderio che tu puoi esprimere, capito?
Prese un accendino, una striscia di stoffa imbevuta di alcol e l'avvolse intorno alla punta della freccia e la sparò nel cielo. La fiammella descrisse una parabola luminosa che a me sembrò altissima.
- Ecco. Sta scalando il buio!
Fu qualcosa di eccezionale.
Il bimbo davanti a me cerca di far funzionare l'aggeggio luminoso vendutogli dell'ambulante bengalese e ha la stessa meraviglia negli occhi che avevamo noi. Lo seguo fino al punto massimo di altezza. Scala la notte. Non scenderà mai più.
venerdì 30 agosto 2019
#micronarrazioni #fioriemissile
#micronarrazioni #fioriemissile
A prima vista questa situazione mi è sembrata subito stramba. Dalla stradina che s'inerpica dietro la curva a gomito della strada che porta al parco, un cagnetto ha fatto capolino con un mazzo di fiori in bocca. Correva rapidissimo in strada e l'ho notato subito perché in mezzo alle macchine sembrava un missile: piccolo, ergonomico e velocissimo. Insomma, una situazione curiosa. È saltato in braccio ad una ragazza seduta sulla panca sotto la pensilina della fermata dell'autobus. Lei è scoppiata a ridere e ha accolto festosa l'animale e i fiori. Poi si sono voltati verso la strada da cui è sbucato l'animale. Lei si è guardata attorno per un po', cercando qualcuno. Dopo un attimo è sbucato anche lui.
(mio inedito)
A prima vista questa situazione mi è sembrata subito stramba. Dalla stradina che s'inerpica dietro la curva a gomito della strada che porta al parco, un cagnetto ha fatto capolino con un mazzo di fiori in bocca. Correva rapidissimo in strada e l'ho notato subito perché in mezzo alle macchine sembrava un missile: piccolo, ergonomico e velocissimo. Insomma, una situazione curiosa. È saltato in braccio ad una ragazza seduta sulla panca sotto la pensilina della fermata dell'autobus. Lei è scoppiata a ridere e ha accolto festosa l'animale e i fiori. Poi si sono voltati verso la strada da cui è sbucato l'animale. Lei si è guardata attorno per un po', cercando qualcuno. Dopo un attimo è sbucato anche lui.
martedì 27 agosto 2019
#micronarrazioni #laregoladelbere
#micronarrazioni #laregoladelbere
Due ragazzi, nel bar sotto casa, ieri addestravano un terzo a sciogliersi con le donne.
- Eh, non so perché ma a un certo punto mi blocco.
- E quando ti blocchi che fai? - chiede quello con gli occhiali
- Resto a guardarla e sorrido.
- E poi? - domanda, l'altro.
- E poi niente. Di solito c'è un attimo d'imbarazzo, lei mi guarda. Poi sorride. Nessuno dei due parla. E dopo in po' lei dice che deve andare, che ci sentiamo.
- E poi vi sentite? - chiede ancora quello con gli occhiali
- No.
E i due ridono.
- Sì, voi ridete... Ma per me è una tragedia.
- Ma che cos'è che ti blocca? - domanda l'altro
- Ma che ne so... Mi si annulla tutto nel cervello e non ho più niente da dire. E tutto quello che sto dicendo mi sembra stupido.
- Devi scioglierti un po'... Rilassarti. - dice quello con gli occhiali e guarda l'altro che annuisce - C'è solo una cosa che funziona bene e ti fa sembrare pure brillante: l'alcol!
- Macché! Così poi davvero non capisco più niente.
- Ma no, poco alcol... il giusto! Ma solo per le prime volte, poi prendi confidenza e vai da solo. - aggiunge l'altro.
- E quanto dovrei bere?
- Uno spritz e una birra, magari.
- Due spritz e una birra.
- No, meglio due spritz, e un superalcolico... Oppure...
- Ma smettetela di prendermi in giro, cretini! Tanto anche voi non siete tanto meglio di me. Da quanto tempo non uscite con una donna?
- Un secolo!
E ridono insieme.
- Eh, non so perché ma a un certo punto mi blocco.
- E quando ti blocchi che fai? - chiede quello con gli occhiali
- Resto a guardarla e sorrido.
- E poi? - domanda, l'altro.
- E poi niente. Di solito c'è un attimo d'imbarazzo, lei mi guarda. Poi sorride. Nessuno dei due parla. E dopo in po' lei dice che deve andare, che ci sentiamo.
- E poi vi sentite? - chiede ancora quello con gli occhiali
- No.
E i due ridono.
- Sì, voi ridete... Ma per me è una tragedia.
- Ma che cos'è che ti blocca? - domanda l'altro
- Ma che ne so... Mi si annulla tutto nel cervello e non ho più niente da dire. E tutto quello che sto dicendo mi sembra stupido.
- Devi scioglierti un po'... Rilassarti. - dice quello con gli occhiali e guarda l'altro che annuisce - C'è solo una cosa che funziona bene e ti fa sembrare pure brillante: l'alcol!
- Macché! Così poi davvero non capisco più niente.
- Ma no, poco alcol... il giusto! Ma solo per le prime volte, poi prendi confidenza e vai da solo. - aggiunge l'altro.
- E quanto dovrei bere?
- Uno spritz e una birra, magari.
- Due spritz e una birra.
- No, meglio due spritz, e un superalcolico... Oppure...
- Ma smettetela di prendermi in giro, cretini! Tanto anche voi non siete tanto meglio di me. Da quanto tempo non uscite con una donna?
- Un secolo!
E ridono insieme.
(mio inedito)
sabato 24 agosto 2019
#micronarrazioni #primoappuntamento
#micronarrazioni #primoappuntamento
Aveva tutta l'aria di un primo appuntamento quello a cui ho assistito nel bar sotto casa stamattina. Sono arrivata come sempre di buon'ora e ho ordinato cappuccino e cornetto vuoto. Vado a consumarli in terrazza, sotto l'ombra del pergolato. Agli altri tavoli, i soliti clienti di ogni mattina: ultimamente la consuetudine mi piace e rasserena. La stampa locale non ha mai notizie interessanti e mi concentro su un cliente che non avevo mai visto. Seduto su un divanetto laterale, continua a guardare il cellulare e a sì passa nervosamente le mani sui jeans. Pare impaziente, accavalla le gambe, a turno diverse, si liscia il pizzetto. Direi, un uomo qualunque.
- Vuole ordinare, signore?
- Aspetto una persona.
La persona lo fa attendere un po'.
Io chiudo definitivamente il giornale e ordino un altro caffè: ormai voglio vedere chi arriva. Se arriva.
Alla fine arriva: più grande di lui di età, in un vestito succinto, si abbassa per baciarlo. Lui sorride, si alza di scatto e fa per baciarla sulle labbra, lei dirige la testa in modo che si bacino sulle guance.
- Sei in ritardo.
- Potevo anche non arrivare.
(mio inedito)
- Vuole ordinare, signore?
- Aspetto una persona.
La persona lo fa attendere un po'.
Io chiudo definitivamente il giornale e ordino un altro caffè: ormai voglio vedere chi arriva. Se arriva.
Alla fine arriva: più grande di lui di età, in un vestito succinto, si abbassa per baciarlo. Lui sorride, si alza di scatto e fa per baciarla sulle labbra, lei dirige la testa in modo che si bacino sulle guance.
- Sei in ritardo.
- Potevo anche non arrivare.
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