sabato 26 maggio 2018

Aspettando I SEGRETI DELLA DALIA


Carissimi amici,
questi sono giorni pieni di attesa  e di grande gioia per l'uscita imminente del mio primo romanzo: I segreti della Dalia, edito da Il Seme biancohttp://www.ilsemebianco.it/. 
Questo libro viene proprio da lontano ed è il prodotto di un lavoro infaticabile sulla scrittura iniziato qualche anno fa e grazie, come sempre avviene, al sostegno e al confronto con moltissime persone, che ringrazierò una per una. 
Chi mi ha seguito durante i reading poetici degli ultimi anni sa  che ho sempre parlato della pubblicazione di questo romanzo come vera e propria spina nel fianco.
E per diversi motivi.
Ora potrò togliermela, finalmente.
Non vedo l'ora di proporvelo e di sentire o leggere i vostri commenti.
Vi terrò informati sull'uscita effettiva e sugli incontri di presentazione che ne deriveranno.
Intanto, un abbraccio e in anteprima la copertina
ml

sabato 19 maggio 2018

Con un abbraccio senza tempo



Non riesco ad abbassare le braccia
da quando ti ho abbracciato
lo so sei ancora qui si è chiusa
la porta alle tue spalle eppure
tengo il tuo corpo tra le braccia

Lo so sei ancora qui immobile
Sto in piedi le ali nere del tempo
hanno già attraversato anni
dal suo oscuro passaggio furtivo
è scappato un minuto

Con un abbraccio senza tempo
da quando ti ho abbracciato
non riesco ad abbassare le braccia
sono immobile statua centenaria
chiuso tra le mie braccia di pietra
so che sei ancora qui

(Agota Kristof, Chiodi)


sabato 24 marzo 2018

(Doni di primavera)



Siamo nuvole
i nomi complicano la tessitura
ma siamo nuvole,
notturne mattiniere
dipende,
oltraggiose spaurite
candide sprezzanti,
cavalieri e cavalcature
bastimenti e animali
siamo pronte
a dissolverci con fierezza
in quel tutto pacatissimo
del cielo ultimo
che ci affida il mondo.
Siamo nuvole
cambiamo vita di frequente
lì, sopra il disordine della realtà
il fondo
sereno delle cose,
la pioggia
la sete.
(Chandra Livia CANDIANI, Fatti vivo 2017)


La pace della luce
deve avere il ritmo di un sorriso
squarcio sulla superficie
del tempo, porta
che introduce a quella
vibrazione veloce delle cose
che splendono di non restare,
turbinando
mantelli di lampi
rovesciando
veli di mondo.

 (Chandra Livia CANDIANI, Bevendo il tè con i morti, 2007)


giovedì 1 marzo 2018

La perfezione della neve



Quante perfezioni, quante
quante totalità. Pungendo aggiunge.
E poi astrazioni astrificazioni formulazione d’astri
assideramento, attraverso sidera e coelos
assideramenti assimilazioni
nel perfezionato procederei
più in là del grande abbaglio, del pieno e del vuoto,
ricercherei procedimenti
risaltando, evitando
dubbiose tenebrose;saprei direi.
Ma come ci soffolce, quanta è l’ubertà nivale
come vale: a valle del mattino a valle
a monte della luce plurifonte.
Mi sono messo di mezzo a questo movimento -mancamento
radiale
ahi il primo brivido del salire, del capire,
partono in ordine, sfidano: ecco tutto.
E la tua consolazione insolazione e la mia ,frutto,
di quest’inverno, allenate, alleate,
sui vertici vitrei del sempre, sui margini nevati
del mai-mai-non-lasciai-andare,
e la stella che brucia nel suo riccio
e la castagna tratta dal ghiaccio
e tutto – e tutto eros, tutto libertà nel laccio
nell’abbraccio mi sta: ci sta,
ci sta all’invito, sta nel programma, nella faccenda.
Un sorriso, vero? E la vi(ta) (id-vid)
quella di cui non si può nulla, non ipotizzare,
sulla soglia si fa (accarezzare?).
Evoè lungo i ghiacci e le colture dei colori
e i rassicurati lavori degli ori.
Pronto. A chi parlo? Riallacciare.
E sono pronto, in fase dell’immortale,
per uno sketch-idea della neve, per un suo guizzo.
Pronto.
Alla, della perfetta.
«È tutto, potete andare.»

(Andrea Zanzotto, da La Beltà, 1968)

giovedì 22 febbraio 2018

Sequenza_nun




di Claudio Salvi

sequenza d’ordine cronologico

*

parola mano
(sia
sia
preme
per
per
me)



*

preme lontano, da lontano
parola
preme basta —
parole suono
mano


*

sai, non
come cosa
preme


*

prendi,
che rimane
ancora parole date
di’,
parole date


*

ogni ricordo
ogni rammendo scuce


*

chiuso nel chiuso
preme, fa
premura memoria di te


*

non senti
non hai vissuto
l’assenza che afferra
con dita dure
ogni non detto


*

contando
uno a uno i
colpi non
ripete, non ripete


*

fare solo finta (non è
imperativo) non resta che
stare
come se fosse vedi
per ricordo


*

pensi che andrà
non più che andare
o torna se rimane
parola preme
preme e dà è data


*

si parlerà d’altro senza fine
finché
vita che rimane
non può essere data
se non per ciò che dà

*

hanno apparenza muta
parole mano preme
preme
senti che suona
parola suono mano

(testi di Claudio Salvi,  disegno: “mano” di Elia Gobbi)

domenica 14 gennaio 2018

Tre meno un quarto: l'ideale / Una parola


Tre meno un quarto: l'ideale

Tre meno un quarto: occorre essere
ancora più sottile, persino ciò
che accarezza il naso in qualche luogo puzza
in parole

bussare per pane è chiaro, masticare
la morte è chiaro, la nebbia
che rinvia e ritira il respiro
è chiara

l'acqua lenta che ruggisce
attraverso la crepa nella strada d'asfalto
è mortale nonsenso è mondo lontano
stranamente chiara

il viaggiatore è sulla strada, la lontananza
non è in nessun luogo è dappertutto pensabile, egli fa
qualche passo, nessuna parola, non riesce
a passarci, egli
la calma -



Una parola

la morte in realtà non fu mai qui
o quasi qui e ora un momento

nessuna sillaba tocca in profondo, nessun angelo
s'inventa qualcosa di assassinio qui

si scrive dunque a vita
spinto nell'angolo di un cerchio

dunque nonsenso, annidarsi
in calligrafia, migliarino in caccia grossa

nessuna possibilità percettiva, nessuna prospettiva,
il giardino è sul tavolo, nessuna sillaba
lascia uno sgorbio

(Gerritt Kouwenaar, da Prendi per esempio una poesia)


lunedì 1 gennaio 2018

Voglio che tu mi cerchi



Voglio che tu mi cerchi
sono un ago un bottone
la mina della matita
che tu insista come per il tappo
di un barattolo che non si svita
o una parola che era qui, adesso
eppure ti è sfuggita –
Amore cercami sempre
come se mai mi avessi capita.

(Silvia Vecchini, Officina della Narrazione edizioni)