martedì 29 agosto 2017

27 agosto del 1970

Il 27 agosto del 1970 a Torino Cesare Pavese si congeda dalla scrittura e, quindi, dalla vita con questo messaggio: 


"Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. 
Va bene? 
Non fate troppi pettegolezzi
Cesare Pavese"

E' un autore che amo molto e che sento molto vicino, per certi versi.

Voglio rileggerlo, oggi, a partire da questa poesia:



Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d’acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.

Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.
Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve all’urto
ha gustato la morte
e la porta nel sangue.
Come buoni nemici
che non s’odiano piú
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
e viviamo affrontati
sotto povero cielo.
Tra noi non insidie,
non inutili cose –
combatteremo sempre.

Combatteremo ancora,
combatteremo sempre,
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati,
e abbiamo voce roca
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo.

Fummo fatti per questo.
Se tu od io cede all’urto,
segue una notte lunga
che non è pace o tregua
e non è morte vera.
Tu non sei piú. Le braccia
si dibattono invano.

Fin che ci trema il cuore.
Hanno detto un tuo nome.
Ricomincia la morte.
Cosa ignota e selvaggia
sei rinata dal mare.

Cesare Pavese
[19-20 novembre 1945]

(da “La terra e la morte”, in “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951)

sabato 19 agosto 2017

Non ho smesso di pensarti



Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

(Charles Bukowski)

sabato 15 luglio 2017

Estate.


Estate. Tempo di viaggi e di miraggi. Tempo in cui, più che al 31 di dicembre, capita di fare bilanci e promesse per il presente, ipotizzando e costruendo un futuro nuovo e che ci assomigli. 

E' tempo di energia e, per me, è il tempo in cui vado in giro per il mondo a "spaesare parole".


Estate e libertà


Morde la pelle
un'eco di risacca:
sogno perenne.

(da haiku per gioco, Cantiere/poesia)


Mi disconnetto per un po' e auguro, a me e a tutti voi, davvero una buona estate!
ml


mercoledì 5 luglio 2017

Ti scrivo da vicino, come se la mano



Ti scrivo da vicino, come se la mano
ti fosse oggetto breve affiorato,
come se dalla strada ti arrivasse
la piccola certezza per l’acquisto
dei minuti seguenti. Da vicino
come il sole, come la cicala.
Come un silenzio pieno
che ti venisse agli occhi di mattina
e amarti fosse l’abito
scelto al cominciar del giorno.

(Pedro Tamen, Il nome delle cose, a cura di Giulia Lanciani)


giovedì 22 giugno 2017

Inizieremo


Nella prossima vita
avremo una casa: io e te.
Un orto, un giardino.
(Il fico nero, l’acero rosso.)
Mani nella terra, sul nostro
corpo. Dentro sarà il fuoco
di legna, il legno su cui
camminiamo. Bianco
ma non di smalto.
Nella vita che viene
avremo un bambino
ispido e nero.
Selvatico, ardente.
Non avremo paura.
Lasceremo la fine
agli altri. Inizieremo.


(Paola Loreto, da Case | Spogliamenti, Aragno, 2016)

lunedì 19 giugno 2017

Accade che le affinità d'anima


Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.

(Eugenio Montale, Satura)

lunedì 12 giugno 2017

"Contare le parole" si è fatto "Parole matte" a Osnago



Bell'atmosfera e bell'ascolto stasera!
Grazie a Miché Il Nuotatore Celeste e a tutto lo staff del Circolo Arci La Lo. Co di Osnago per aver organizzato una due giorni di poesia, a Gabriella Molgora per le sue note delicatissime, ad Antonio Oleari per l'ironia e l'intelligenza da spalla navigata, al caro Alberto Casiraghy per la leggerezza, la profondità, l'umanità e gli aforismi e - di cuore - a tutti i presenti, che hanno preferito esserci piuttosto che andare al lago (oggi bellissimo!) a prendere il sole, al loro ascolto partecipe e alle parole commosse che mi hanno regalato dopo.
Grazie davvero!
Alla prossima
ml