Immortale Afrodite, figlia di Zeus, delle trame d'amore signora possente, non spezzare, ti prego, con pene e tormenti il mio cuore, e qui vieni. Anche altra volta, di lontano la mia voce udendo, l'aurea casa del padre lasciasti e sul carro aggiogato a me giungesti. Leggiadri agili passeri, giù dal cielo, su la fertile terra ti condussero, le fitte ali agitando per l'etere infinito. Presto giunsero, e tu, Beata, dal viso immortale sorridendo, quale ansia turbavami chiedesti, perché invocata t'avevo, che cosa l'anima stanca con ardore chiedeva: « Chi brami che Pèito al tuo amor riconduca? Chi tanto ti fa soffrire, o Saffo? Se ora ti sfugge, presto ti cercherà; se doni non accetta, presto ne offrirà; se non t'ama, presto ti amerà anche malgrado. » A me vieni anche ora, dalle pene mi libera, il cuore ardente appaga, sollecita m'assisti.
PASSIONE
Squassa amore il mio cuore, come vento che al monte sulle querce s'abbatte.
SOLITUDINE
Tramontata è Selène, tramontate son le Pleiadi. è mezzanotte. Il tempo fugge... e io giaccio, sola. (Saffo)
Montagna di luce ventaglio, paesaggi paesaggi! come potrò sciogliere i miei piedi, come discendere - regina delle rupi e degli abissi - al passo involontario, alla mano che apre una porta, alla voce che chiede dove andrò a mangiare.
(Patrizia Cavalli)
Vi auguro buone feste da passare in compagnia di tutti i vostri amori e amanti
C’è nella tristezza un contagio amore mio, e da questo si vede che abbiamo fatto comune cuore e siamo uno che pare due. Allora io insemino la gioia in questa cosa che non consiste però esiste e tiene entrambi appesi. La gioia ce la metto io.
Grazie a tutti quelli che ieri sera, sfidando il gelo e la nebbia lecchese, sono venuti al Café Blondel a Contare le parole con me. Grazie, è stato bello scambiarsi le voci. Alla prossima!