lunedì 19 novembre 2012

Qui tutto è ormai


Qui tutto è ormai
consunto, una lingua
opaca che misura
gli strappi del tempo
 
 
E non è ora l'ora
tua che attendevi
e che offrendosi a te
si fa spavento
 
La linea del corpo
rotto, l'incanto s'attarda,
segue le ombre attorno
a voci non-voci non-detti
e sfuma l'eco
di suoni cangianti
 

Il non mai detto
sta per rompere
gli argini.

 
[Maria Luigia Longo, Qui tutto è ormai, da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]

domenica 11 novembre 2012

Che farei senza questo mondo senza faccia né domande.





Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell'oblio di essere stato
senza quest'onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l'amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre

che farei farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me

[Samuel Beckett, 1948]

giovedì 8 novembre 2012

E' - e non poteva non essere -


 
 
E' – e non poteva non essere - 
questo silenzio che allunga le mani
mettendo al mondo le frasi
a posto le cose le lingue i domani
seguendo le voci nel mondo.

Cammino e a volte
mi pare tutto uno strascico
d'ossa questo guardarsi di sguincio
e cercare l'abisso e poi scriverci sopra.
 
[Maria Luigia Longo, E' - e non poteva non essere - , da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]
 



mercoledì 7 novembre 2012

Poi verrà un giorno






Poi verrà un giorno
in cui torneranno le rondini
tornerà il vento tra i filari il soffio
all'orecchio per dire le rincorse e le attese
e tornerà pure il giallo della ginestra
la polvere tornerà e 
quel giorno anche noi torneremo
e resteremo seduti a guardare la luce
e a godere di quel tempo senza peso
che sostiene anche quattro ossa in croce.
 
[Maria Luigia Longo, Poi verrà un giorno, da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]
 
 



mercoledì 31 ottobre 2012

Forse avanzando


 
 
 
Forse avanzando nella nebbia degli anni,
a tratti più densa a tratti più rada, vedrò
la casa, quella casa, davanti a me e il vuoto
dietro, scartocciato in un incanto.


Poi come dapprima in uno sciame di fondo,
s'affolleranno visi voci movenze e poi
come a rappresentanza del presente.
Ma sarà tardi; e resterò in piedi a tenere
in equilibrio, col mio segreto dentro,
le parole che parlano il mio oggi.
 
[Maria Luigia Longo, Forse avanzando, da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]
 
 

lunedì 22 ottobre 2012

Restano di quegl'anni




Restano di quegl'anni l'odore del fumo
delle stoppie bruciate e al mattino il pane
immerso nel caffellatte, l'acqua sul fuoco
il grembiule bagnato, lo squarcio nelle calze di nylon
e la notte ad attendere l'alba per uscire tra i filari
e cercare dietro le case vecchie il nuovo.
 

Dovevamo crescere con l'idea che nel buio
si cerca l'inizio si cerca la luce e seduti si resta
a parlare a scherzare e a fare domande persino su dio.

[Maria Luigia Longo, Restano di quegl'anni, da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]
 

giovedì 18 ottobre 2012

La crepa.





La crepa si muove dall'ultimo piano al primo
e circonda la casa fino al filare di dietro.
Fa il giro intorno e si vede anche dalla finestra
della signora Angelina, di fronte.
La casa è quella dei miei nonni
e sarebbe rimasta così per sempre,
con il cancello grigio dell'ingresso i panni
stesi mossi dal vento le sedie davanti alla porta
per chi passa a fare due parole.
 


La finestrella piccola del bagno con la sua grata 
dava sulla soglia d'ingresso e noi bambini,
da bambini, spiavamo fuori per sentire i 
discorsi dei grandi, i fatti, le voci e la notte.
Mio nonno era appena morto quando la crepa
ha iniziato a muoversi e con lei le estati
i giorni le luci le rondini e i ricordi.


Mia nonna ha provato a sopravvivere al lutto
e a tenere insieme la casa le voci i figli
ma l'ordine è arrivato indifferibile
: è sfratto
e ognuno è andato a tenere insieme le voci
e i ricordi altrove, ognuno.


Nessuno ha capito che a volte altrove   
si muore e che andava tenuto lo sguardo
fisso, ferma la casa.
 

Mi ritrovo spesso qui: la vita e lo sguardo
a guardare nel buio a tenere in piedi la casa.
E ritramo le voci, i visi, le mani seduti
come quando era l'ora di trovarsi
tutti davanti al camino, con le voci che uniscono
le pignatte i fagioli
e le storie che nascono per custodire.
 
                       [Maria Luigia Longo, La crepa, da Rime private_Poesiesparse/Cantiere]