martedì 7 febbraio 2017

Il poeta



Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini;ma quanto,
quanto variate!
L’ore del giorno e le quattro stagioni,
un po’ meno di sole o più di vento,
sono lo svago e l’accompagnamento
sempre diverso per le sue passioni
sempre le stesse;ed il tempo che fa
quando si leva, è il grande avvenimento
del giorno, la sua gioia appena desto.
Sovra ogni aspetto lo rallegra questo
d’avverse luci, le belle giornate
movimentate
come la folla in una lunga istoria,
dove azzurro e tempesta poco dura,
e si alternano messi di sventura
e di vittoria.
Con un rosso di sera fa ritorno,
e con le nubi cangia di colore
la sua felicità,
se non cangia il suo cuore.
Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini;ma quanto,
quanto beate!


(versi di Umberto Saba, fotografia di Dario Danza Sproviero)

sabato 4 febbraio 2017

Distinto sentire



*

Non ci confonderemo.
Il tuo senso delle cose è tuo
e me ne innamoro. Ma
quanta grazia quanto
desiderio di individuazione.
Non sparire d’amore
perché amare è fare,
stare per qualcuno. Tu solo
hai l’orecchio dei crotali.
Io ascolto il silenzio di casa.

(Paola Loreto, In quota)


domenica 29 gennaio 2017

Sempre vieni dal mare

 
Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.
 
Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.
Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve all'urto
ha gustato la morte
e la porta nel sangue.
Come buoni nemici
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
e viviamo affrontati
sotto povero cielo.
Tra noi non insidie,
non inutili cose &endash;
combatteremo sempre.
 
Combatteremo ancora,
combatteremo sempre,
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati,
e abbiamo voce roca
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo.
 
Fummo fatti per questo.
Se tu od io cede all'urto,
segue una notte lunga
che non è pace o tregua
e non è morte vera.
Tu non sei più. Le braccia
si dibattono invano.
 
Fin che ci trema il cuore.
Hanno dette un tuo nome.
Ricomincia la morte.
Cosa ignota e selvaggia
sei rinata dal mare.
 
(Cesare Pavese, 19-20 novembre 1945)

giovedì 26 gennaio 2017

Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti




Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti
castrati e paralleli: dormono in fila infatti
e fanno i gatti solo di nascosto
quando non li vedi. Ma io non sarò mai
castrata e parallela. Magari me ne vado,
ma tutta di traverso e tutta intera.

(Patrizia Cavalli, da Pigre divinità e pigra sorte, Einaudi, 2006)

lunedì 23 gennaio 2017

Contare le parole va in scena!

Domenica pomeriggio "Contare le parole" è andato in scena e ha incontrato un pubblico davvero emozionato e partecipe. Grazie al FiloTeatroAssociazione per l'ospitalità e ai miei amici attori per aver condiviso con me la gioia della parola drammatizzata.
Grazie a tutti! 
Alla prossima


sabato 14 gennaio 2017

mercoledì 11 gennaio 2017

Frammenti




AD AFRODITE

Immortale Afrodite, figlia di Zeus,
delle trame d'amore signora possente,
non spezzare, ti prego, con pene e tormenti
il mio cuore, e qui vieni.
Anche altra volta,
di lontano la mia voce udendo,
l'aurea casa del padre lasciasti
e sul carro aggiogato a me giungesti.
Leggiadri agili passeri,
giù dal cielo,
su la fertile terra ti condussero,
le fitte ali agitando
per l'etere infinito.
Presto giunsero, e tu, Beata,
dal viso immortale sorridendo,
quale ansia turbavami chiedesti,
perché invocata t'avevo,
che cosa l'anima stanca
con ardore chiedeva: « Chi brami
che Pèito al tuo amor riconduca?
Chi tanto ti fa soffrire, o Saffo?
Se ora ti sfugge, presto ti cercherà;
se doni non accetta, presto ne offrirà;
se non t'ama, presto ti amerà
anche malgrado. »
A me vieni anche ora,
dalle pene mi libera,
il cuore ardente appaga,
sollecita m'assisti.


PASSIONE

Squassa amore il mio cuore,
come vento che al monte
sulle querce s'abbatte.


SOLITUDINE

Tramontata è Selène,
tramontate son le Pleiadi.
è mezzanotte. Il tempo fugge...
e io giaccio, sola.


(Saffo)