venerdì 12 agosto 2016

Quel luogo / Esse lugar



ESSE LUGAR

Na zona húmida da terra
junto ao mar junto a um rio
junto
à fonte abstracta das metáforas
ou debaixo da língua
na zona mais húmida da boca
onde germina o verbo o cuspo o canto
nas zonas húmidas do corpo
por onde corre o sangue o mênstruo o esperma
na zona mais húmida
onde às vezes se sente o suor do espírito
no pântano de dentro
junto ao lago mais secreto
esse lugar remoto onde tudo é líquido e húmido
e húmus
e onde a boca de Deus se fecha e abre
e dela sai a tinta da palavra
com que tudo se escreve e tudo
acaba.


QUEL LUOGO

Nell’umida zona della terra
presso il mare presso un fiume
presso
l’astratta sorgente delle metafore
o sotto la lingua
nella zona più umida della bocca
dove germinano verbo e sputo e canto
nelle zone umide del corpo
dove scorre sangue e mestruo e sperma
nella zona più umida
dove si sente talvolta lo spirito sudare
nel pantano del dentro
presso il lago più occulto
quel luogo distante dove tutto è umido e liquido
e humus
e dove la bocca di Dio si chiude e si schiude
e ne conosci il colore della parola
con cui tutto si scrive e tutto
finisce.

(Manuel Alegre)


giovedì 11 agosto 2016

la poesia italiana contemporanea e gli editori

Cari amici,
vi segnalo questo articolo interessante sul panorama poetico italiano. E' citata anche Transeuropa!
Buona continuazione d'estate
ml

lunedì 25 luglio 2016

(ora: pausa)




Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!
Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!
Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

(Pessoa)



Buona estate 
e buone letture!
ml

(buoni ascolti... https://www.youtube.com/watch?v=362JArvhAqg)






domenica 24 luglio 2016

I giorni nelle parole


Contare le parole (Transeuropa Edizioni) racchiude i versi appena successivi a Paesaggi di tempo (2010, Samuele Editore), ma  a guardare bene mi pare ci sia un abisso tra quel verseggiare leggero, esile e luminoso dei Paesaggi e questo più terreno, materico e carnale, anche. 
Mi pare che quel volo leggero sopra la realtà adesso la compenetri e sostanzi. E ne sia parte integrante. 
E così la voce, più matura e che riconosco al di là delle circostanze, del mestiere e dei riferimenti culturali.

Contare le parole è davvero fatto delle "parole che parlano il mio oggi".


I giorni nelle parole

I giorni nelle parole.
Passati come fossero vita
vera con sapore di lingua
nella bocca che credi d’abbraccio
dove comincio e finisco io.

Anche questa notte è passata
- i minuti nelle parole
che hanno forma
di cose abitate. 

(da Contare le parole, Transeuropa Edizioni, p. 28) 


Ci penso ogni notte, volubile ora



Ci penso ogni notte, volubile ora
di andare altrove: via domani dalle tue mani.

Ma sul far del giorno il primo passo fuori porta
mi ricorda del nostro amore, amore mio,
e non lascia che al passo segua altro passo.

Vedo ognuno innamorarsi d’ogni cosa e d’ogni volto
ma per chi mai se non te potremmo noi appassionarci?

Solo questo ti basti, te lo dico:
che mai nello specchio delle mie fantasie
l’effige d’altri volti fatti corpo
si tinse come te di bellezza.

Ricorda l’amore struggente di Vāmeq per ‘Azrā di Paros
si rinnova oggi in noi quell’antico racconto.

È tempo ormai che rose e giacinti ricolmino le valli
per giardini se ne vanno le genti cantando.

Nuove pene ogni mattino nel tempo dei giorni
non importa – mi dico – se il dolore si aggiunge al dolore.

Ma sarà per me poi solo questa la vita?
Va bene, sopporto quest’oggi, e anche domani.

(Sa‘di di Sciraz, XIII secolo d.C.)

giovedì 21 luglio 2016

"Contare le parole" in pubblico

Cari amici,
leggere davanti a un pubblico è sempre un evento: la parola si fa mentre è detta.

La serata di ieri è stata una bella miscela di emozioni, sorprese e di parole scambiate.
Grazie a tutti e alla prossima
ml

















mercoledì 13 luglio 2016

Sotto la curva del gelsomino, da Contare le parole



Sotto la curva del gelsomino
caviglie con lembi di vesti larghe
fanno da eco a un pensiero:

frugare nelle mie tasche piene solo
di vite altrui strette nelle mie mani
rende piccoli più piccoli più nani
se non si ha la voglia seria e la dignità
di mettere la propria vita in queste
mani.

Sotto la curva del gelsomino
io vado paga di quello che ho detto;
troppa fretta e voglia di dire
tutto e tutto è tornato a come eravamo:
tu caviglia e lembo e io di vita altrui brandello.

(Maria Luigia Longo, Contare le parole, Transeuropa Edizioni, 2016)