sabato 2 novembre 2013

Non è amore.



Non è amore. Ma in che misura è mia
colpa il non fare dei miei affetti
Amore? Molta colpa, sia
pure, se potrei d'una pazza purezza,
d'una cieca pietà vivere giorno
per giorno... Dare scandalo di mitezza.
Ma la violenza in cui mi frastorno,
dei sensi, dell'intelletto, da anni,
era la sola strada. Intorno a me
alle origini c'era, degli inganni
istituiti, delle dovute illusioni,
solo la Lingua: che i primi affanni
di un bambino, le preumane passioni,
già impure, non esprimeva. E poi
quando adolescente nella nazione
conobbi altro che non fosse la gioia
del vivere infantile - in una patria
provinciale, ma per me assoluta, eroica
fu l'anarchia. Nella nuova e già grama
borghesia d'una provincia senza purezza,
il primo apparire dell'Europa
fu per me apprendistato all'uso più
puro dell'espressione, che la scarsezza
della fede d'una classe morente
risarcisse con la follia ed i tòpoi
dell'eleganza: fosse l'indecente
chiarezza d'una lingua che evidenzia
la volontà a non essere, incosciente,
e la cosciente volontà a sussistere
nel privilegio e nella libertà
che per Grazia appartengono allo stile.

(Pier Paolo Pasolini)



domenica 27 ottobre 2013

Presenza / Presencia




La tua voce
in questo non potersene uscire le cose
dal mio sguardo
mi spossessano
fanno di me un vascello in un fiume di pietre
se non è la tua voce
pioggia sola nel mio silenzio di febbri
tu mi liberi gli occhi
e per favore
parlami
sempre.


***

tu voz
en este no poder salirse las cosas
de mi mirada
ellas me desposeen
hacen de mí un barco sobre un río de piedras
si no es tu voz
lluvia sola en mi silencio de fiebres
tú me desatas los ojos
y por favor
que me hables
siempre

(Alejandra Pizarnik)





giovedì 24 ottobre 2013

La morte degli amanti



Ieri si è spenta la sua voce con le ombre
dietro le camere dove ci incontravamo
di sabato tardi,
vivendo la mitologia dei dettagli
prima della genesi del mondo
avendo tu il ruolo di Proteo
e io un ruolo di cui non ricordo più
le parole
le frasi
gli schemi.

Solo a momenti ricordo quelle
nostre ombre sul muro, dai movimenti così conosciuti
che nemmeno le osservavamo
nemmeno le commentavamo
nemmeno le vivevamo.
Come quella musica, musica disgregativa,
musica monotona nel nostro silenzio, dissolvente
nel tempo che si scioglieva in candele da due soldi,
fatte col grasso del maiale, sopra il tavolo
venivano dall’ignoto insieme all’incenso,
bruciavano.

Non ricordo altro, tutto c’è spento con la genesi
del mondo, quel giorno che tuo padre
facendo iniezioni di calce e terra nel cortile
fabbricò la prima cifra del nostro abbecedario.
la chiave per aprire la camera
dell’incenso
e delle candele da due soldi di grasso di maiale.

[...]

Ieri c’è stato il tuo funerale. Non ci sono andato.
Sono rimasto con la mia ombra nella camera
dove ci incontravamo tardi di sabato
bruciando candele di grasso di maiale e incenso.
Ho continuato a bere cicuta.

Ieri c’è stato il tuo funerale.
Io non ci sono andato.



(Yòrgos Chronàs, Antologia poetica Cura e traduzione di Massimiliano Damaggio)



sabato 19 ottobre 2013

da POESIAWIVA_HUBCULTURE



Cari amici,
il secondo poeta che ospitiamo in Hubculture è Pierluigi Cappello, uno dei maggiorni poeti italiani contempoaranei.
Buona lettura
m.l.


venerdì 18 ottobre 2013

Il torace / Lodi del corpo maschile



Cari amici,

vi segnalo la pubblicazione della raccolta completa delle Lodi del corpo maschile pubblicate in vibrisse tra luglio e settembre 2013, nella quale è stata inserita la mia Il torace (p. 69). Attendo, come sempre, i vostri commenti.
Buona lettura!
m.l.


venerdì 11 ottobre 2013

Appuntamento - presentazione




Cari amici,
ho il piacere di invitarvi alla presentazione dei miei scritti in prosa che si terrà 
MERCOLEDI 16 OTTOBRE 2013 
alle ore 20.45 
presso lo spazio 

ALTRAVIA - LIBRERIA IL VIAGGIATORE LEGGERO 
di Calolziocorte (LC)

Condurrà l'incontro 
la professoressa Laura Nova

Vi aspetto!
m.l.


venerdì 4 ottobre 2013

(Lampedusa)



Io sono - mentre tu in potenza d'essere
rimani muto
a quasi chiedere
d'esser riconosciuto umano
e in questo vuoto di parola
innominato da un'esistenza non significata
ancora forse ti stupisci di quest'accoglienza
e brancoli malconcio in una Terra
che non sa più [...] non sa di [...] non può [...]

E anche io in questo silenzio inospitale
ricerco almeno una parola
per dire ancora
io sono e non soltanto
ricordo sconfitto [...] d'un'umanità
senza futuro.


(Maria Luigia Longo, Rime private, p. 9)