domenica 7 settembre 2014

Le finestre



In queste buie stanze dove passo
giornate soffocanti, io brancolo
in cerca di finestre. Una se ne aprisse,
a mia consolazione. Ma non ci sono finestre
o sarò io che non le so trovare.
Meglio così, forse. Può darsi
che la luce mi porti altro tormento.
E poi chissà quante mai cose nuove ci rivelerebbero.

(Costantino Kavafis)

martedì 2 settembre 2014

Potrebbe non essere



Potrebbe non essere
questa luce che entra
filtrata dai miei occhiali
o l’aria calda del pomeriggio
a rendermi pulviscolo in aria.
Potresti essere tu
che ancora non sai
che a me basta davvero
accovacciarmi dietro al tuo orecchio
per smettere di respirare
senza rimpianto.

(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 25 agosto 2014)

lunedì 1 settembre 2014

Prendo spazio dove sembra non ce ne sia



Prendo spazio dove sembra non ce ne sia.

Vederti è quel sapore che rimane
del pane appena sfornato
quando l’abbiamo appena mangiato.

(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 1 settembre 2014)





domenica 31 agosto 2014

Figlia del vento / Hija del viento



Figlia del vento

Sono venuti.
Invadono il sangue.
Profumano a piume,
A mancanza, a pianto.
Però tu alimenti la paura
e la solitudine
come due animali piccoli
perduti nel deserto.

Son venuti
ad incendiare l’età del sogno.
Un addio è la tua vita.
Però tu ti abbracci
come la serpe pazza del movimento
che solo ritrova se stessa
poiché non c’è nessuno.

Tu piangi sotto il pianto,
tu apri il baule dei tuoi desideri
e sei più ricca della notte.

Però c’è tanta solitudine
che le parole si suicidano.

*****

Hija del viento

Han venido.
Invaden la sangre.
Huelen a plumas,
A carencia, a llanto.
Pero tú alimentas al miedo
y a la soledad
como a dos animales pequeños
perdidos en el desierto.

Han venido
a incendiar la edad del sueño.
Un adiós es tu vida.
Pero tú te abrazas
como la serpiente loca del movimiento
que sólo se halla a sí misma
porque no hay nadie.

Tú lloras debajo de tu llanto,
tu abres el cofre de tus deseos
y eres más rica que la noche.

Pero hace tanta soledad
que las palabras se suicidan

(Alejandra Pizarnik)

martedì 26 agosto 2014

Soltanto le notti

A Jean Aristeguieta, 
A Árbol de Fuego.

Scrivendo
ho chiesto, ho perso.
Stanotte, in questo mondo,
abbracciata a voi,
allegria di naufragio.
Ho voluto sacrificare i miei giorni e le mie settimane
alle cerimonie della poesia.
Ho implorato tanto
dall’abisso delle profondità
della mia scrittura.
Amare e morire non hanno aggettivi.

(versi di Alejandra Pizarnik, da “Textos de sombra. Poesia completa” e fotografia di Michela Magni)

giovedì 21 agosto 2014

Di rughe si sono fatti questi occhi


Di rughe si sono fatti questi occhi
nel guardare avanti il tempo.
I gesti imprecisi - della calma gioiosa
del dopopranzo quando c’eri -
si sono fatti fermi, precisi
nelle cose riposte con ordine
e precisione asciutta.
Il silenzio ha raggiunto anche
gli oggetti che di te prima
dicevano tutto.
Qui non si fa altro che
parlare di sé da soli con sé.

Ogni tanto ci si vede parlare
di sé con sé senza nessuno,
nella stanza dove è rimasta
solo la noia delle cose note.

(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 20 agosto 2014) 



mercoledì 20 agosto 2014

Ho dato il salto di me all'alba



I

Ho dato il salto di me all’alba
Ho lasciato il mio corpo accanto alla luce
e ho cantato la tristezza di quello che nasce

III

Solo la sete
e il silenzio
nessun incontro

attento a me amore mio
attento alla silenziosa nel deserto
alla viaggiatrice col bicchiere vuoto
all’ombra della sua ombra

V

per un minuto di vita breve
unica a occhi aperti
per un minuto vedere
nel cervello piccoli fiori
che danzano come parole sulla bocca di un muto

VI

lei si spoglia nel paradiso
della sua memoria
lei non conosce il destino feroce
delle sue visioni
lei ha paura di non saper nominare
ciò che non esiste

VII

Salta con la camicia in fiamme da stella
a stella, da ombra in ombra. Muore di
morte lontana quella che ama il vento.

XI

ora
in quest’ora innocente
io e colei che fui ci sediamo
sulla soglia del mio sguardo

(versi di Alejandra Pizarnik, da La figlia dell’insonnia, Crocetti Editore 2004 e fotografia di Michela Magni)