Visualizzazione post con etichetta Poesie/Cantiere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesie/Cantiere. Mostra tutti i post

domenica 14 febbraio 2021

Il risveglio di un dio minore



Al risveglio,

il mondo di colpo è fatto 

di silenzio nuovo

e di essenza delle cose perse.


La parola è un doloroso 

sibilo, una nuova invenzione: sopravviversi.


Nella lotta tra finzione e realtà: 

più vitale la letteratura.

Da oggi bisogna cercare

parole d'artificio.


Inedito, 15 agosto 2020

domenica 1 novembre 2020

Certi giorni


 

Certi giorni si vive 

in un silenzio lungo 

quanto lo squarcio 

delle sirene 

nel buio.

Le ambulanze dividono 

il tempo in attese 

che mai finiscono 

e si sommano al vuoto

di senso dei perché senza risposte.

Il senso di certi giorni

lo trovi nell'incerto che arriva

e ti si siede accanto.


Inedito, 1.11.2020



sabato 31 ottobre 2020

Preghiera laica


E non basta vederti vivere,

non basta saperti ben salda

a chi sei tu.

E' necessario 

prendere l'aria a piene mani

e fare capriole con l'anima.

Il cielo le accoglierà. 

Il cielo accoglierà te

e la tua preghiera laica

di intenso sentire. Solo tuo.

Solo tu.


Inedito, 31.10.20

giovedì 29 ottobre 2020

Eppure





 Eppure

in tutto questo non potersi 

toccare

a me manca la polvere

sulle superfici e il disordine

della consuetudine.

In questa attenzione

per ogni passo calcato

intravedo nel dopo l'ombra

di una vita che conta i respiri

nel sottovuoto.


inedito, 21.3.2020

domenica 12 novembre 2017

MERAVIGLIA DELLO STARE BENE (ricalco)


MERAVIGLIA DELLO STARE BENE

Meraviglia dello stare bene
quando le formiche mentali
non partoriscono altre formiche
e si sta leggeri come capre sulla rupe
della gioia.

(Mariangela Gualtieri, da «Le giovani parole» Einaudi)




MERAVIGLIA DELLO STARE BENE (ricalco)

Meraviglia dello stare bene
quando i viali notturni della mente
non risuonano di passi che aspetti e non arrivano
e si sta in pace come nell'incavo dolce
delle mani  aperte di un giorno che inizia
d'estate.

(gioco di ricalco con la 2B)


domenica 24 settembre 2017

Salvarsi





Com’è dura avere
un’anima da salvare:
portare avanti come
approdo una parte
lieve in cui ammarare.


(Maria Luigia Longo, Salvarsi, Istanti all'infinito, 24 settembre 2017)


sabato 19 novembre 2016

Ricordare


A volte la sera il tempo
ferma i ricordi sulle pareti:
camminano nella stanza
come fantasmi di cui so ogni cosa.
Mi parlano, s’inventano le storie
all’orecchio, camuffano di verità
i sogni. I giorni andati ne fanno
facce d’eroi.

(Maria Luigia Longo, Ricordare, Istanti all'infinito, 19 novembre 2016)

domenica 6 novembre 2016

(Non) tornare


Il passo è breve: non ritorna.
Il tempo è poco più vuoto
di queste mani concave
che stanno a guardare.
Si sta nell'incavo di una
storia sussurrata e s’aspetta
di poterla raccontare.

Non ritorna la distanza
dei due corpi che furono,
non le stagioni da cui ci si
stacca a volte solo
per sopravvivere. Nessuno
ritorna per sopravvivere.

Si torna solo per vivere o morire.

(Maria Luigia Longo, (Non) tornare, Istanti all'infinito, 23 gennaio 2016)

sabato 22 ottobre 2016

Attendere





Nella distanza che c’è
tra il qui dove insisto
e lo spigolo di quel palazzo
da cui potrebbe sbucare
il tempo,
passa tutto il vero
di questa attesa
e dello scorrere
del tempo perso
che su questo marciapiede
è sempre più nostro.

(da Istanti all'Infinito, poesie/cantiere)

sabato 13 agosto 2016

Stare





E’ come se tutto il tempo
fosse passato
e poco importa
dove sia andato.
Siamo il resto sul tavolo
del bar che con le parole
che hai scartocciato 
fa cifra pari
e le nostre tasche sono piene 
del detto
e non c'importa dell’ultimo sonno
dei giusti,
che pure è andato.
Così certe volte l’avverto
nei crepacci dei sensi
il mistero di essere qua.

(Maria Luigia Longo, Stare, Istanti all'infinito, Poesie/Cantiere-2016)


domenica 24 aprile 2016

Primavera e tempo


Ore in fiore
sospinte dai venti:
vivo il tempo.


(Maria Luigia Longo, haiku per gioco)

domenica 13 marzo 2016

Estate e libertà



Morde la pelle
un'eco di risacca:
sogno perenne.

(Maria Luigia Longo, haiku per gioco)

domenica 6 marzo 2016

Andare



Si accetta lo strappo
dell’andare divangando
altrove, senza che questo
risulti un retrocedere
rispetto a quello che
di noi sappiamo e non sappiamo.

Nel prendere il fiato si avanza
e il tempo smette di sostare
oltre il dovuto in uno stesso
luogo.


(Maria Luigia Longo, Andare, Istanti all'infinito, 5 marzo 2016)


giovedì 18 febbraio 2016

Attendere



Nella distanza che c’è
tra il qui dove insisto
e lo spigolo di quel palazzo
da cui potrebbe sbucare
il tempo,
passa tutto il vero
di questa attesa
e dello scorrere perso
che su questo marciapiede
è sempre più nostro.

(Maria Luigia Longo, Attendere, Istanti all'infinito, 15 febbraio 2016)

mercoledì 3 febbraio 2016

Mancare



Sentire lo sguardo su di te:
le spalle, la nuca e una mano a proteggere
il passo del giorno che viene
e poi - d’un tratto o piano piano
come fosse interminabile -
sentire freddo, dietro
e poi più niente. Solo il peso 
del tempo che è stato.

(Maria Luigia Longo, Mancare, Istanti all'infinito, 3 febbraio 2016)


sabato 23 gennaio 2016

(Non) tornare



Il passo è breve: non ritorna.
Il tempo è poco più vuoto
di queste mani concave
che stanno a guardare.
Si sta nell'incavo di una
storia sussurrata e s’aspetta
di poterla raccontare.

Non ritorna la distanza
dei due corpi che furono,
non le stagioni da cui ci si
stacca a volte solo
per sopravvivere. Nessuno
ritorna per sopravvivere.

Si torna solo per vivere o morire.

(Maria Luigia Longo, (Non) tornare, Istanti all'infinito, 23 gennaio 2016)


mercoledì 20 gennaio 2016

Passare



In un affondo segreto
abbiamo udito il respiro
dell’ultimo atto
in cui la voce ha parlato

La casa ha aperto le porte
all’andirivieni dei corpi,
il divano ha accolto i sospiri
a terra abbiamo tenuto forte

a un passo dal cuore l’odore
dei se e dei ma. Poi l'istante
si è mosso e abbiamo capito

che il dopo era già futuro tradito.

(Maria Luigia Longo, Passare, Istanti all'infinito, Poesie/Cantiere-2016)




sabato 16 gennaio 2016

Stare





E’ come se tutto il tempo
fosse passato
e poco importa
dove sia andato.



Siamo il resto sul tavolo
del bar che con le parole
che hai scartocciato 
fa cifra pari:
le nostre tasche sono piene 
del detto
e non c'importa dell’ultimo sonno
dei giusti,
che pure è andato.


Così certe volte l’avverto
nei crepacci dei sensi
il mistero di essere qua.

(Maria Luigia Longo, Stare, Istanti all'infinito, Poesie/Cantiere-2016)



domenica 10 maggio 2015

Cosa ti ho detto


Cosa ti ho detto
quando ti ho vista
e non ho saputo
aprire bocca se
non per dire addio?

Ti ho guardata e
ho pensato che
sei il più bel segno
della vita che passa.
E sei passata.


(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 10 Maggio 2015)


venerdì 1 maggio 2015

La mattina


La mattina, questa,
nasce sull’angolo
di questa luce e
sul davanzale di
questa carezza.

Il giorno è il palmo
dei tuoi occhi belli
fissi a guardarmi le
spalle piccole e
le grandi idee.

La notte, be’, fa
suoni di baci
e sei tu l’orchestra,
sei tu la notte piena
e di risa audaci.


(Maria Luigia Longo, Poesie/Cantiere, 1 Maggio 2015)